Come scegliere l’attrezzatura da pesca giusta: guida per principianti ed esperti
Una delle prime domande che mi viene rivolta da chi desidera avvicinarsi al mondo della pesca è:
“Che tipo di attrezzatura mi consigli?”
A prima vista può sembrare una domanda semplice, ma in realtà la risposta dipende da diversi fattori che è importante chiarire prima di scegliere l’attrezzatura più adatta.
La prima domanda da porsi è:
Dove vuoi pescare? Al mare, in fiume o al lago?
Se parliamo di pesca in mare, le tecniche principali possono essere suddivise in quattro grandi categorie:
1. Pesca a fondo dalla spiaggia o dalle scogliere
Comprende tecniche come:
- Surfcasting
- Feeder fishing in mare
- Pesca a fondo tradizionale
2. Pesca con il galleggiante
Praticata principalmente da scogliere, moli e porti, include:
- Pesca alla bolognese
- Pesca all’inglese
- Canna fissa
3. Pesca dalla barca
Tra le tecniche più diffuse troviamo:
- Traina
- Bolentino
- Drifting
- Spinning
4. Pesca a spinning in mare
Praticata principalmente da scogliere , moli, porti , spiagge,
Quali attrezzature occorrono?
Pesca a fondo, surfcasting e feeder
Per la pesca a fondo e il surfcasting, le attrezzature più indicate sono canne telescopiche o in tre pezzi, con lunghezze comprese tra 4,20 m e 4,50 m e una potenza di lancio variabile tra 100 e 200 grammi.
A queste canne si abbinano generalmente mulinelli di taglia compresa tra 6000 e 14000. La taglia del mulinello indica principalmente la capacità della bobina e quindi la quantità di filo che può contenere.
Per la pesca a feeder, invece, sono consigliate canne con una potenza di lancio da 70 grammi fino a 120 grammi, preferibilmente dotate di almeno due vettini intercambiabili di diversa sensibilità, in modo da adattarsi alle differenti condizioni di pesca. Se si pesca nei porti è consigliabile una canna con una minore potenza di lanci e una maggiore sensibilità. Da scogliere o in prossimità di foci è consigliabile una canna piu potente per contrastare le eventuali correnti con un piombo o un pasturatore più pesante.
I mulinelli più adatti per questa tecnica sono generalmente nelle taglie 3000-4000, che offrono un buon equilibrio tra leggerezza, capacità di filo e praticità d’uso.
Pesca con il galleggiante
Le canne più utilizzate per questo tipo di pesca sono le canne bolognesi. Con il termine bolognese si identifica una canna telescopica dotata di anelli passafilo e placca portamulinello, progettata per consentire una pesca precisa e versatile sia dalle scogliere che nei porti o lungo le coste.
La lunghezza delle canne varia notevolmente in base alla tecnica e alle condizioni di pesca, partendo da circa 3 metri fino ad arrivare, in alcuni casi, anche a 12 metri.
Uno degli aspetti più importanti nella scelta della lunghezza è la profondità del luogo di pesca. Se si desidera pescare utilizzando un galleggiante fisso, senza ricorrere a galleggianti scorrevoli, è consigliabile scegliere una canna che superi di almeno un metro la profondità alla quale si intende pescare. Questo permette di gestire la montatura in modo corretto e di effettuare il lancio con maggiore facilità.
Sul mercato esistono numerosi modelli e marchi di canne bolognesi. Una volta definito il proprio budget, gli elementi che possono fare la differenza nella scelta sono:
- La qualità del carbonio utilizzato nella costruzione della canna.
- Il peso complessivo dell’attrezzo.
- La qualità degli anelli passafilo.
- La robustezza e l’affidabilità della placca porta mulinello.
Una canna leggera, ben bilanciata e realizzata con materiali di qualità consente di pescare più a lungo con minore affaticamento e offre una migliore sensibilità durante l’azione di pesca.
I mulinelli per la pesca alla bolognese
Per la pesca alla bolognese sono generalmente consigliati mulinelli di taglia 2000-3000. Questa tecnica non richiede una grande capacità di filo, poiché i diametri del monofilo utilizzati sono normalmente compresi tra 0,14 mm e 0,20 mm.
Nella scelta del mulinello viene spesso privilegiata la leggerezza, poiché la pesca alla bolognese si pratica frequentemente con la canna in mano per lunghi periodi. Un’attrezzatura ben bilanciata e poco affaticante permette di mantenere una maggiore sensibilità e comfort durante l’azione di pesca.
Un aspetto a cui è importante prestare attenzione è il max drag (potenza massima della frizione). Questo valore deve essere valutato in relazione ai diametri dei terminali che si intende utilizzare.
Quando si impiegano terminali molto sottili, ad esempio tra 0,10 mm e 0,12 mm, è preferibile orientarsi verso mulinelli con un max drag contenuto, intorno ai 3 kg. In questi casi, infatti, non serve una frizione particolarmente potente, ma piuttosto una frizione progressiva e precisa, capace di rilasciare il filo in modo fluido durante il combattimento con il pesce.
Una frizione sensibile e ben regolabile aiuta a proteggere i terminali più fini dalle rotture improvvise, consentendo di gestire con maggiore sicurezza anche pesci di buona taglia utilizzando attrezzature leggere.
La pesca all’inglese
La pesca all’inglese è una tecnica nata nei Paesi del Nord Europa, dove viene praticata principalmente in laghi e canali. In questi ambienti il vento rappresenta spesso un ostacolo, poiché tende a spostare il galleggiante e a compromettere la presentazione dell’esca.
Per risolvere questo problema è stata sviluppata una tecnica che utilizza galleggianti aerodinamici e una particolare gestione della lenza. Dopo il lancio, infatti, si impiegano monofili affondanti che, con alcuni giri di manovella e l’immersione della punta della canna, vengono fatti affondare sotto la superficie dell’acqua. In questo modo il filo non risente dell’azione del vento, il galleggiante rimane più stabile e il pescatore mantiene un contatto diretto con l’esca anche a notevoli distanze dalla riva.
Oggi la pesca all’inglese è molto diffusa anche in Italia, sia nelle acque interne che in mare, soprattutto nei porti, nei moli e nelle scogliere, dove consente di raggiungere punti difficilmente raggiungibili con altre tecniche.
Le canne per la pesca all’inglese
Le canne più indicate sono generalmente in tre pezzi, con lunghezze comprese tra 3,90 e 4,50 metri.
Una delle loro caratteristiche principali è la presenza di un’anellatura molto fitta, che mantiene il filo aderente al fusto della canna impedendo la formazione delle cosiddette “pance” provocate dal vento. Questo permette di mantenere un contatto costante con il galleggiante e di migliorare la precisione durante la ferrata.
Con il passare degli anni sono state sviluppate anche canne telescopiche, disponibili nelle stesse lunghezze, dotate di anelli scorrevoli distribuiti sulle varie sezioni. Questa soluzione consente di ottenere prestazioni molto simili a quelle delle canne in tre pezzi, offrendo al tempo stesso una maggiore praticità nel trasporto.
La scelta della potenza della canna dipende dal peso dei galleggianti che si intendono utilizzare, ma per la maggior parte delle situazioni sono sufficienti modelli con una potenza di lancio compresa tra 5 e 25 grammi.
I galleggianti per la pesca all’inglese
I galleggianti utilizzati nella pesca all’inglese si dividono principalmente in due grandi categorie:
- Penne
- Waggler
Le penne
Le penne rappresentano il galleggiante tradizionale di questa tecnica. Originariamente venivano realizzate utilizzando vere penne di pavone, mentre oggi sono prodotte anche in balsa o, nei modelli più economici, in materiale plastico.
Nella loro versione originale erano galleggianti non piombati, quindi tutto il peso necessario al lancio veniva distribuito sulla lenza.
Con l’evoluzione della tecnica si sono però diffusi i modelli prepiombati, molto più pratici e semplici da tarare.
Le sigle riportate sul galleggiante indicano come è distribuito il peso. Ad esempio:
- 2 + 1
- 3 + 1
- 4 + 1
- 5 + 2
Il primo numero indica il peso già incorporato nel galleggiante, mentre il secondo rappresenta il peso da aggiungere sulla lenza per ottenere la corretta taratura.
I waggler
I waggler funzionano secondo lo stesso principio, ma si distinguono per la presenza di un bulbo nella parte inferiore, che aumenta la stabilità durante il lancio e consente di utilizzare galleggianti con una portata decisamente superiore.
Possono raggiungere anche 25 grammi di portanza e sono particolarmente indicati quando è necessario pescare a lunga distanza o in presenza di vento sostenuto.
Molti modelli sono dotati di un pratico sistema di rondelle intercambiabili, che permette di modificare rapidamente la quantità di piombo incorporata nel galleggiante. In questo modo il pescatore può adattare facilmente la montatura alle diverse condizioni di pesca, variando semplicemente il piombo distribuito sulla lenza.
Questa soluzione rende i waggler estremamente versatili e rappresenta uno dei motivi principali del loro successo tra gli appassionati della pesca all’inglese.
I mulinelli per la pesca all’inglese
Per la pesca all’inglese si utilizzano generalmente mulinelli di taglia 3000-4000, una misura che offre il giusto compromesso tra leggerezza, capacità di filo e fluidità di utilizzo.
Una caratteristica molto apprezzata è la presenza di una bobina larga (long cast), che favorisce la fuoriuscita del monofilo durante il lancio, riducendo l’attrito e consentendo di raggiungere distanze maggiori con il minimo sforzo.
In molti casi si preferiscono mulinelli con un rapporto di recupero elevato, poiché permettono di recuperare rapidamente il filo dopo il lancio e di affondare il monofilo con maggiore facilità. Dopo aver lanciato la montatura, infatti, è sufficiente immergere la punta della canna in acqua ed effettuare alcuni giri di manovella: il filo affondante scenderà sotto la superficie, eliminando l’effetto del vento e mantenendo un collegamento diretto con il galleggiante.
Anche la fluidità della frizione è un elemento importante, soprattutto quando si utilizzano terminali sottili. Una frizione precisa e progressiva consente di gestire in sicurezza il combattimento con il pesce, evitando rotture della lenza durante le fughe più energiche.
Per la maggior parte delle situazioni di pesca all’inglese, un mulinello di taglia 3000 o 4000, dotato di bobina long cast, recupero veloce e frizione di qualità, rappresenta la scelta ideale sia per chi inizia sia per i pescatori più esperti.
Pesca a spinning in mare
La pesca a spinning in mare è una tecnica dinamica che consiste nel lanciare e recuperare artificiali per stimolare l’attacco dei pesci predatori. Le canne più utilizzate sono principalmente in due pezzi, apprezzate per la loro sensibilità e affidabilità, anche se esistono modelli telescopici pensati soprattutto per chi ha esigenze di trasporto.
Le lunghezze variano generalmente da 1,80 metri a 3 metri, mentre la scelta dipende principalmente dal luogo di pesca e dal tipo di artificiale che si intende utilizzare.
Canne da spinning light e rock fishing
Le canne più corte, comprese tra 1,80 m e 2,10 m, con una potenza di lancio fino a 15 grammi, sono ideali per lo spinning leggero e per il rock fishing light.
Questa tecnica viene praticata soprattutto in prossimità di scogliere, moli e piccoli tratti di costa, utilizzando prevalentemente esche in gomma (soft bait) abbinate a teste piombate (jig head). È una pesca divertente e tecnica, rivolta a predatori di piccola e media taglia.
Canne da spinning medio e pesante
Salendo di lunghezza, si trovano canne da 2,10 m, 2,40 m, 2,70 m e 3 metri, con potenze di lancio che possono arrivare fino a 60 grammi.
Questi modelli sono estremamente versatili e consentono di pescare:
- dalle scogliere;
- dai porti;
- dalla spiaggia;
- dalla barca.
Vengono utilizzati con artificiali di peso maggiore, come minnow, long jerk, metal jig, casting jig, top water e soft bait di dimensioni importanti, permettendo di raggiungere lunghe distanze di lancio e di affrontare predatori di buona taglia.
Tra le specie più ricercate con questa tecnica troviamo:
- Spigola
- Pesce serra
- Barracuda mediterraneo
- Alletterato
La scelta della canna deve sempre essere proporzionata al peso degli artificiali utilizzati e all’ambiente di pesca. Una canna troppo potente renderà difficoltoso l’utilizzo di esche leggere, mentre una canna sottodimensionata potrebbe non consentire di lanciare correttamente artificiali più pesanti o di gestire in sicurezza pesci di grandi dimensioni.
Per chi si avvicina allo spinning in mare, una delle soluzioni più equilibrate è una canna da 2,40 o 2,70 metri con una potenza di lancio compresa tra 10 e 40 grammi oppure 15 e 50 grammi. Si tratta di una configurazione estremamente versatile, adatta alla maggior parte delle situazioni di pesca dalla riva e capace di offrire ottime prestazioni con un’ampia gamma di artificiali.
I mulinelli per la pesca a spinning
La scelta del mulinello nello spinning è strettamente legata alla tecnica praticata, alla taglia dei predatori ricercati e al peso degli artificiali utilizzati.
In linea generale, le taglie consigliate sono:
- 1000-2500 per lo spinning light e il rock fishing, dove leggerezza e sensibilità sono fondamentali.
- 3000-4000 per lo spinning medio, la scelta più versatile per la pesca dalla riva a spigole, serra e barracuda.
- 5000-6000 per le tecniche più impegnative, dedicate a grossi predatori o alla pesca dalla barca, dove sono richieste maggiore capacità di filo e una frizione più potente.
Trecciato e terminale in fluorocarbon
Nella pesca a spinning si utilizza quasi sempre un filo trecciato (PE) imbobinato direttamente sul mulinello. Rispetto al monofilo, il trecciato ha un allungamento praticamente nullo, caratteristica che permette di:
- trasmettere in modo più preciso il movimento dell’artificiale;
- percepire anche le abboccate più delicate;
- effettuare ferrate più rapide ed efficaci;
- lanciare più lontano grazie al diametro ridotto.
Al termine del trecciato viene normalmente collegato uno spezzone di fluorocarbon, che svolge due funzioni fondamentali:
- rende la parte finale della lenza meno visibile in acqua;
- offre una maggiore resistenza all’abrasione contro scogli, ostacoli e dentature dei predatori.
Diametri consigliati
La scelta dei diametri dipende dal tipo di pesca e dalla specie ricercata.
Spinning light e rock fishing
- Trecciato: 0,08 – 0,13 mm
- Fluorocarbon: 0,20 – 0,26 mm
Questa configurazione è ideale per utilizzare piccoli artificiali e insidiare predatori di piccola e media taglia mantenendo la massima sensibilità.
Spinning medio dalla riva
- Trecciato: 0,16 – 0,20 mm
- Fluorocarbon: 0,30 – 0,40 mm
È l’assetto più versatile per affrontare la maggior parte delle situazioni dalla spiaggia, dai moli o dalle scogliere, consentendo di combattere con sicurezza pesci come spigole, serra e barracuda.
Spinning pesante e pesca dalla barca
- Trecciato: 0,23 – 0,28 mm
- Fluorocarbon: 0,50 – 0,60 mm
Questi diametri sono indicati per la ricerca di predatori di grandi dimensioni, sia dalla barca sia durante la pesca sulle mangianze, dove è necessario gestire artificiali pesanti e combattimenti impegnativi.
Un ultimo consiglio
Molti pescatori alle prime armi tendono a scegliere fili più grossi pensando di aumentare la sicurezza. In realtà, nello spinning è preferibile utilizzare il diametro più sottile compatibile con la situazione di pesca, perché consente lanci più lunghi, una migliore animazione degli artificiali e una sensibilità nettamente superiore. Sarà poi la corretta regolazione della frizione del mulinello, insieme a un terminale adeguato, a permettere di affrontare anche catture importanti in totale sicurezza.
Le nostre proposte per chi inizia
Per chi si avvicina per la prima volta al mondo della pesca, orientarsi tra le tante attrezzature disponibili può non essere semplice. Per questo motivo, nel nostro negozio proponiamo combo complete e pronte all’uso, studiate appositamente per le diverse tecniche di pesca.
Le nostre combinazioni comprendono canna e mulinello selezionati per offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo, consentendo anche ai principianti di iniziare con attrezzature affidabili, performanti e adatte alle proprie esigenze, senza affrontare spese eccessive.
Scegliere l’attrezzatura corretta fin dall’inizio permette di imparare più velocemente, pescare con maggiore efficacia e vivere l’esperienza in modo più piacevole. Per questo motivo, prima di acquistare una canna o un mulinello, è sempre importante identificare la tecnica che si intende praticare e l’ambiente in cui si pescherà più frequentemente.
